Grazie all’infaticabile R.B., Twilight Fans Italia – insieme ad altri siti italiani – ha avuto l’opportunità di intervistare la simpaticissima Ilaria Latini, voce di Alice nei film della Saga di Twilight e di BeccaVampires Suck. nella parodia
Eccovi l’intervista completa:
E’ la prima volta che doppi una parodia?
No, mi era già capitato per Scary Movie e Disaster Movie. Mi piacciono molto le pellicole
demenziali americane, magari su alcune cose sono eccessive, ma bisogna riconoscere che con titoli
come Una pallottola spuntata abbiamo riso tutti. Hanno una capacità notevole di far ridere con
quattro sciocchezze.
Mentre lo doppiavi, ti è capitato di metterti a ridere?
Io rido tantissimo in sala di doppiaggio per questi film, tanto che nei primi passaggi per me è
impossibile lavorare, visto che non riesco a smettere di ridere e mi sento una sciocca.
C’è un ruolo che ti è rimasto particolarmente nel cuore?
Negli ultimi tempi, quello di Come d’incanto, che da una parte è una parodia della classica
principessina viziata che poi si sveglia e dall’altra una storia d’amore molto carina. E’ uno dei film
che mi ha divertito di più. E’ sempre un piacere doppiare Amy Adams, è bravissima e basta fare
quello che fa lei. Ovviamente, è un onore partecipare alla saga di Twilight, che rimarrà nella storia eche ha attratto un pubblico che va dai 6 anni agli 80. E adoro il personaggio di Alice.
Come ti sei sentita nel passaggio da Alice a quello di Bella in Mordimi?
Mi fa ridere. Devo dire che mi era già capitata una cosa del genere, forse anche pù strana. Infatti,
in Disaster Movie doppiavo la parodia della principessa di Come d’incanto, quindi riprendevo
proprio lo stesso ruolo, mentre qui faccio la parodia di Bella. La cosa divertente è che qui Bella
risulta molto seria nelle cose che fa, tanto che il mio ruolo è quasi drammatico. D’altronde, c’è una
scuola di pensiero che sostiene che si fa ridere quando si è molto veri. E’ la scuola classica, quella
di Stanlio e Ollio e la vecchietta che cade. Nella realtà è una cosa drammatica, ma così è divertente,
basta realizzare un quadretto simpatico. Peraltro, come vedrete, la pellicola è molto fedele.
Quale personaggio ti è sembrato più somigliante a livello fisico?
Sicuramente Jasper, che è assolutamente incredibile, ma anche i tre vampiri cattivi, Victoria,
Laurent e James sono molto simili, ma devo dire che il primo piano di Jasper è impressionante.
Ci racconti un aneddoto simpatico sul doppiaggio di Alice Cullen?
Quello che posso dire è che quando sono arrivata per lavorare alla parte, non conoscevo né la storia
né il libro. Peraltro, nel primo film ho poche battute, quindi francamente pensavo che non fosse
un ruolo molto importante. E invece mi è capitato di essere fermata da persone che mi chiedevano
incredule se ero veramente io la voce di Alice. Ovviamente, poi mi sono documentata meglio e ho
scoperto di cosa si trattava.
Come è stato iniziare a lavorare a 4 anni?
Beh, è andata bene, perché in quel momento era semplicemente un gioco, anche grazie
all’attenzione dei miei genitori che mi hanno fatto lavorare poco. Una volta, ho vinto un provino
per partecipare come attrice a un film, ma mia madre ha evitato di dirmelo, perché voleva che
facessi regolarmente la scuola e avessi un’infanzia normale. Anche con i turni, mi facevano fare
poche cose alla volta e rimaneva un gioco, anzi era una novità. Se mi dicevano “oggi incominci
una serie”, per me significava che mi permettevano di farla, perché molto spesso rifiutavano.
Pensi che questo concorso possa rappresentare il primo passo per un aspirante doppiatore ocomunque il percorso da seguire è molto più complicato?
In realtà, forse si può dire che non ci sia un percorso preciso nel doppiaggio, come in generale nel
mondo artistico. C’è bisogno di talento, di fare esperienza e di avere tanta umiltà. Sicuramente
questa può essere un’esperienza divertente, ma non un trampolino di lancio, perché si tratta di
persone che non conoscono questo mondo. Devi parlare a un microfono davanti a tutti e si prova
una forte ansia, e non si è in grado di esprimere il meglio di sé, mentre serve un approccio passo
dopo passo. Bisognerebbe fare come nell’antichità, quando per imparare un’arte ti mettevi accanto
a un grande artista e piano piano lui ti insegnava tutto, mentre tu all’inizio lo guardavi e lo seguivi
soltanto. L’approccio è lento, non si possono precipitare le tappe e ci vuole pazienza, dedizione,
buona volontà e studio.
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
A livello lavorativo io cerco sempre occasioni di crescere, ma attualmente sono sempre meno.
Quando hai l’occasione di fare qualcosa che ti faccia crescere, puoi aggiungere qualcosa a un
puzzle. Anche per quanto riguarda la mia vita, mi piace avere sempre l’opportunità di crescere e
usare al meglio gli elementi che raccolgo.
Un grazie di cuore a Ilaria per la sua disponibilità e a R.B. per la fantastica opportunità








Twilight Fans Italia ad Eternal Twilight 4 a Birmingham


































Bellissima questa intevista!!! Complimenti!!