ott 262011

Lo scorso 3 Giugno, alcune fortunate rappresentanti di alcuni fansite dedicati alla saga, hanno avuto l’opportunità di intervistare Bill Condon, regista di Breaking Dawn.

Ecco la traduzione della prima parte dell’intervista:

“(Appena conclusa la visione delle clip e del trailer)

BC: Quindi cosa ne pensate? I vostri pensieri?

(Blogger brasiliana): Non trovo parole per spiegare quello che provo vedendoli nel posto da cui vengo, nel mio film preferito. Vedere Kristen a Rio…vedere Kristen li è stato….

BC: Sì, è stato fantastico andare li..

Blogger brasiliana: Sto cercando di riprendermi.

(risate)

BC: E’ stato così divertente. E’ così che abbiamo iniziato il film oltretutto. Abbiamo passato le prime due settimane li, sapete. Ed è stato grandioso, è stata davvero la più grande esperienza con i fans che abbia mai vissuto, come essere sul set o tenere sotto controllo Rob e Kristen. Si è 1po’ calmato dopo quel momento, ma abbiamo davvero vissuto l’entusiasmo di quel momento, capite?

D: L’interazione dei fans…voglio dire quella è stata l’unica scena in cui sembra ci fossero moltissime persone durante le riprese.

BC: Esatto

D: Questo vi ha distratto o ha aiutato a tenere su il morale?

BC: Uh, è stato strano perchè quella era credo la nostra seconda notte ed è stato…non sapevo cosa aspettarmi in realtà e si è trasformato nel momento più estremo di tutti per quanto riguarda l’intero film. Ma quando eravamo tra le vie di Lapa, improvvisamente stavamo girando e questa ragazza è saltata nella scena e si è attacca a Rob, è stata mandata via e probabilmente decapitata, non l’ho più vista. (ride)

BC: Qualcosa le è successo. Ma dopo…sì, è stato pazzesco, assolutamente.

D: Quanto ne sapevi nel fandom prima di essere coinvolto in tutto questo?

Bill: Avevamo ricevuto dalla Summit delle lezioni su come avrebbe potuto essere. E devo dirlo, a Baton Rouge eravamo in studio la maggior parte del tempo quindi era tutto sotto controllo. Solo arrivando in Brasile ci siamo davvero resi conto.

D: Quanto vi siete divertiti ad esplorare le varie location? Voglio dire, come Chris Weitz quando è stato in Italia..

BC: Lo so! Riuscite ad immaginarlo? Già…

—anche se tu probabilmente hai avuto da esplorare le cose più entusiasmanti. Quanto eri coinvolto nella ricerca delle locations?

BC: Bè, Richard Sherman ci si è messo per primo. Ha passato un mese la perchè era difficile trovare un’Isola Esme, sapete?

[Jack Morrissey( partner di Bill Condon) dice: Richard Sherman è il production designer.]

BC: E poi io sono andato a guardare quando erano rimaste 5 opzioni. Ma è stato grandioso. Voglio dire, esplorare in barca e fermarsi per pranzo nei piccoli posti di pesce su un’isola…è stato divertente.

D: Quanta familiarità avevi con la saga prima di decidere di impegnarti con l’ultimo capitolo?

BC: Sì. Abbastanza, credo. Non direi di esserne stato un cultore ma ero molto attento alla saga e avevo visto tutti i film. Ma ovviamente, una volta coinvolto ne sapevo molto, ho riletto i libri per assicurarmi di avere tutto sotto controllo. Sapete, cose come..la parte di Rob (si riferisce ad una clip in cui si parla del passato di Edward dove lui perseguita i “mostri umani” al cinema) “Non ti ho mai detto nulla sul mio conto” e “c’è stato un momento in cui me ne sono andato da casa di Calisle.” E’ solo una riga, credo nel primo libro, ed è stato solo accennata in uno dei film. Ma quello è stato un esempio del primo incontro che ho avuto con Rob, in cui abbiamo parlato moltissimo, davanti a molte e molte birre (ride) e lui mi ha detto che una delle cose che lo hanno frustrato un po’ è stata quella. Credo sia stata sviluppata un po’ nel primo libro, quello scritto dal punto di vista di Edward, ed è servita un po’ ad informare il modo in cui ha interpretato la parte in tutto il primo film. Questo senso di angoscia e senso di colpa deriva dal fatto di avere ucciso degli umani per un periodo e questo non è stato mai in realtà scavato a fondo nei film. Quindi mi sono sentito in dovere di rileggere quella parte in Twilight, mi sono fermato e ho pensato ‘Dio, quale momento migliore per esprimere le proprie memorie se non quello appena prima di un matrimonio?’ Ed aver spiegato chi è stato lui realmente, e poi durante il matrimonio avergli dato spazio per dire ad un certo punto ‘bisogna cercare la persona che possa prendersi cura di te, che sappia tutto quello che c’è da sapere e che sappia accettarti per quello che sei. Sono pronto ad andare avanti.’…..Il fatto di essere sempre confinato nei suoi 17 anni, in questa perpetua condizione..credo che capirete meglio questo suo cambiamento, la voglia di andare avanti, a partire da dopo il matrimonio. La performance cambia, si tratta di luji che diventa uomo. Credo che sarà un momento interessante per la gente, sapete? L’idea di partire da una riga nel primo libro e poi decidere di riportarla tramite un episodio in cui dimostra di essere stato in cerca di sangue umano in passato…sembra qualcosa che non abbiamo davvero mai visto prima.

D: Parlando di quella scena, ero davvero interessata alla dinamica in bianco e nero..

BC: Certo

—e immagino si trattasse di un parallelismo con il film di Frankenstein che vediamo scorrere dietro (nella scena Edward si trova nel 1920 in un cinema e il film che stanno proiettando è Frankenstein in bianco e nero)

BC: Credo che in qualche modo fosse così. Voglio dire, ci sono livelli differenti. Uno di quelli è…è il divertimento di vedere che tutti gridano per Frankenstein e hanno Edward in mezzo a loro..

(risate)

BC: …camminare dietro di loro, ma sì, anche il fatto che lui diventa il mostro nel film. E tutto il film ruota attorno al fatto che lui vuole creare la sua sposa. Voglio dire, alla fine lui è rappresentato dal modo in cui si comporta. Inoltre, il tono del film è molto simile al momento della famosa risata di Aro, e infine la parte in bianco e nero…quando lui uccide le persone i colori svaniscono e poi tornano solo su di lui. Quindi un linguaggio cinematografico che richiami il senso, ecco.

D: Dovremo aspettarci di vedere molto di questo gioco con diverse dimensioni che non abbiamo visto nei film precednti?

BC: Sì, credo di si. Sapete cosa penso? In questo film si tratta molto di Jacob, nel prossimo di Bella. Proprio come ha fatto Stephenie con la sorpresa nei libri di regalarci la storia dal punto di vista di Bella, poi d’improvviso si sposta dal punto di vista di Jacob nel mezzo e poi si ritorna a Bella. Nel film sarà così, ci sarà un momento in cui entreremo nella prospettiva di com’è essere nella testa di un lupo. Questo quindi comporta una certa stilizzazione. E poi nel prossimo film il grande cambiamento sarà vedere i vampiri dal punto di vista di Bella, e succedereà che noi – perchè noi saremo in lei – capiremo cosa significa essere vampiri. Cosa vuol dire muoversi così velocemente. Cosa vuol dire avere quei poteri. Com’è. Come risulta il mondo attraverso i suoi occhi. Quindi entrambi i punti di vista ci faranno immergere ancora di più nel film, credo.

D: Amo il fatto che tu stia parlando di punti di vista. Voglio dire, una delle cose che amo davvero e che apprezzano anche gli altri dei film è che siano scritti in prima persona, sia dalla prospettiva di Bella che da quella di Jacob, che adesso viene allargata attraverso la scena di Volterra.

BC: Sì, esatto.

—e si pu percepire quella totalità. Quello che immaginiamo solamente sta davvero succedendo. Capiamo la collaborazione che c’è stata con Stephenie Meyer riguardo ai momenti in cui ci sono punti di vista differenti che nel libro non ci sono, ma che stanno chiaramento succedendo per proseguire con la storia.

BC: Giusto. Bè, credo che la mia collaborazione sia stata più intensa con Melissa Rosenberg—Stephenie era li e ne faceva parte sempre, ma poi – era una sorta di “viviamo la giornata”, una volta che ne sono stato coinvolto, abbiamo dato vita allo script e poi Stephenie, insieme ai produttori, lo ha commentato. Ovviamente lei è la più grande risorsa che potessimo avere accanto.

D: Quindi quanta collaborazione c’è stata da parte tua durante la scrittura della sceneggiatura? Voglio dire dopo aver fatto Chicago e Dreamingirls come sceneggiatore, mi chiedevo in che modo sia diverso l’adattamento della sceneggiatura da un musical ad un film fino ad arrivare come in questo caso ad una sceneggiatura tratta da un libro..

BC: Giusto, cosa he ho fatto prima. Demoni e Dei era l’adattamento di un libro, quindi qualcosa già avevo fatto, ma Melissa ha scritto questi script – *suona il suo cellulare* – scusatemi, è proprio lei che chiama…

(risate)

— che è grandioso perchè sapete io sono stato coinvolto a Marzo o Aprile e stavamo girando – quindi è stato tutto travolgente all’inizio. Melissa, che conosceva tutto così bene ed è una scrittrice strepitosa – ha iniziato a coinvolgermi scena dopo scena, nella struttura e cose dle genere. Ed è stato davvero intenso per diversi mesi. Ma c’era lei. C’era la sua creatività, la sua conoscenza profonda..Ha messo moltissimo della sua creatività in questi film.

D: Parlando di Melissa e Stephenie, credo sia stata una tua idea la questione del cameo..

BC: Oh sì!

Laura del Lexicon.

D: Come è venuta quest’idea? Di chi è stata?

BC: Um, in realtà li ho spinti io davvero.

(risate)

BC: E li ho posizionati in fondo così che potessero vedere tutta la camminata di Bella lungo la navata e avere una buona visuale di loro.

Grazie da parte di tutti noi!

(risate)

BC: Oh bene!Bè ha un senso, visto che lei era anche presente ad un pranzo. E i Cullen in realtà non hanno moltissimi amici..

(risate)

D: Quale parte di Breaking Dawn credi sarà la più esaltante per i fans? La parte 1 o la 2?

BC: Sapete cosa c’è di interessante dei film? Tutti e 3, è una delle cose che mi ha convinto a farne parte, sono davvero molto diversi. Una cosa, ciascuno ha lo stile che caratterizza il regista che l’ha creato, e questi due sono davvero molto diversi dagli altri. Penso sempre a questo film come se fosse la fine del primo Twilight. C’è molto di Bella, una sorta di giornale personale di quello che lei inizia ad essere, un vampiro, ottenendo ciò che vuole. Ma non c’è quel tipo di minaccia esterna in questo film, capite? I Volturi sono sempre in agguato, ma non sono troppo addosso ai Cullen. Si tratta tanto di Bella che cerca di scoprirsi e restare viva. Il secondo film è epico. Il secondo film è…sapete tutto converge in questo posto dove si affronterà il grosso problema su cosa significhi essere vampiri.

D: E riguardo alle scene di sesso..hai avuto qualche problema o preoccupazione? Perchè sarà un PG13.

BC: Si

Hai avuto problemi con le scene di sesso?

(risate)

BC: Sì, credo. Sì (ride). Bè, credo – ovviamente non abbiamo potuto fare niente di troppo esplicito ma credo sia importante – sono sposati, adesso – esprimere questa grande connessione che c’è tra loro e renderla in termini fisici, sapete…Quindi…

D: Ricollegandomi ad un’altra domanda, arrivando da un background musicale quanto sei emozionato all’idea di essere coinvolto nell’intero processo musicale con Carter Burwell che ha creato score strepitosi in passato—

BC: Davvero strepitosi.

–quale tono vuoi cercare di trasmettere con il film, perchè ovviamente non abbiamo sentito le parti musicali in questa visione speciale (che hanno riservato ai fansite, ndr)?

BC: Giusto, giusto..

Quale tono vuoi trasmettere a Carter? Qualcosa che hai già in mente o si tratterà di una sua visione personale?

BC: No. Sapete Carter ed io abbiamo già lavorato insieme in passato, Demoni e Dei, e poi lui ha fatto il suo primo film. Quindi è – voglio dire abbiamo alle spalle giù una collaborazione e ne stavamo parlando qualche giorno fa. Credo che questa volta il suo coinvolgimento sarà molto alto. Ma credo, come per ogni film, che ne parleremo volta per volta. Quello che è interessante dello score è che le canzoni dicono molto della storia, e questo rende tutti i film un po’ come fossero dei musical. Ci sono tutte queste ballate..Sapete, quando lei capisce di essere incinta ed improvvisamente lui se ne va per un attimo, lei ha un momento in cui si guarda allo specchio e si innamora del bambino e si guarda dicendo ‘sarai madre’. Si tratta di un minuto e mezzo, ma qui la musica farà moltissimo.
(risate)

Al matrimonio. Un momento molto breve ma c’è un momento di ballo. Abbiamo avuto un coreografo, che è un ragazzo del coro di Chicago che ora fa questo mestiere.

Siamo grandi fans dei musical!

BC: Oh ottimo!

D: Sempre parlando di musica: tutti i registi hanno sempre detto la loro sulla scelta della soundtrack—

BC: Giusto

—e c’è sempre stata una canzone che hanno scelto in prima persone. Tu hai qualcosa in mente che speri di vedere nel film?

BC: Parli di canzoni?

Sì.

BC: Sì, ce ne stiamo occupando. Ce ne sono diverse. E quello che è interessante è che diventa tutto più semplice adesso, perchè sono proprio le grandi band che scrivono canzoni e te le inviano direttamente. Quindi avremo Alex Patsavas, che si è occupato della supervisione delle musiche di tutti i film. Avremo preparato 10 o 11 CD.

BC: Undici. E in ognuno ci sono 18 canzoni. Quindi cosa sono, 200 canzoni di persone straordinarie che tutti conoscete hanno scritto musiche per Twilight, noi dobbiamo solo scegliere.

Jack Morrissey: E tutte inedite. La regola d’oro dice: se è già stata ascoltata, se l’avete già sentita, non sarà nel film.

D: Sono curiosa. Quando hai letto lo script per la prima volta, probabilmente hai iniziato ad avere le scene nella tua testa, quindi qual’è stata la scena più chiara che hai avuto in mente e per cui hai detto “Oh, questo è il modo in cui voglio fare questa”. Ed alla fine è venuta proprio in quel modo?

BC: Questa è una bella domanda. Sapete quale? La scena d’amore. E non era nello script. Non c’era uno script. E’ stato leggendo i libri e cercando di immaginarla che ho iniziato ad approcciarmi ad essa. Credo di avere avuto un’idea molto semplice e ho voluto provarla, questo forse è il motivo per cui mi hanno scelto. Credo abbia senso, no? Ed è esattamente così che l’abbiamo girata, è nel film. Ed è davvero buona!

(risate)

D: Quindi cosa ti ha spinto inizialmente a voler accettare il progetto – perchè era esaltante ma sono sicura fosse anche difficile…

BC: Oh lo era. Sì.

—quindi cosa ti ha fatto scegliere di dire si”?

BC: Bè, è successo come mi succede ogni volta, sono sempre stato in cerca di cose come queste, sapete? Ma non si tratta solo di questo genere di cose – io ho una passione per i film vecchio stile di Hollywood, sembra quasi il genere di film che farebbe Vincente Minnelli. Melodrammi romantici con un grande uso di colori e stile che raccontano storie di una donne. Tutto questo mi è apparso davanti agli occhi, devo dirlo. Il fatto che si trattasse di due film back to back è stata..una bella considerazione da fare. Non era certo una gran prospettiva all’inizio! (ride) Ma dall’altro lato…sono contento di averlo fatto, capite?

D: Stai già lavorando a qualcosa sulla Parte 2 adesso? Come procede? Che bilancio faresti di entrambi?

BC: Bè sapete Gini [Virginia Katz] si occupa dell’editing piano piano, dovremmo parlarne nei weekend. Abbiamo già una buona idea di base per il montaggio della seconda parte su cui Ian, l’associate editor, sta ancora lavorando in termini di assemblamento della seconda unità e cose del genere. Ma dovremo iniziare presto, anche se c’è ancora un anno davanti, con gli effetti e cose del genere.”

A PRESTO CON LA SECONDA PARTE!

Via: Lexicon

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